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Frequently Asked Questions - problemi di comunicazione e rapporto con i figli | roberto-albani-pediatra.it
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Frequently Asked Questions - problemi di comunicazione e rapporto con i figli

gentile dottor Albani, mio figlio di 17 mesi ha sofferto di rge dalla nascita. Non esito a definire pesantissimo il suo primo anno di vita, per lui, noi e la sorellina (che ha sofferto anche lei dello stesso problema fino ai 15 mesi). Dopo l'anno il rge non si è certo risolto ma almeno è diventato più tollerabile. Ultimamente si svegliava 2-3 volte di notte sia per il reflusso, sia forse, a volte, solo per abitudine. Nell'ultima settimana però il reflusso sembra essere tornato prepotentemente alla carica: sono ripresi i rigurgiti acidi anche di giorno preceduti da nervosismo e conseguente pianto, l'odore di acido in bocca, i risvegli sono 8-10 per notte con pianti, inarcamenti e sbattimenti di gambe, si 8intuisce dolore alla deglutizione. il tutto si placa solo con maalox o latte materno (sappiamo che non va bene ma dopo aver dato maalox prima di metterlo a letto e magari altri 3/4 ml al primo o secondo risveglio non ce la sentiamo di dargliene ancora). Preciso che: inizialmente Lorenzo era stato curato con peridon, motilium, gaviscon, poi, dopo,la sua gentile consulenza, solo con maalox per un lungo periodo. Nell'ultimo mese prendeva Gaviscon doppo i pasti e maalox al bisogno. la mia domanda è: IL REFLUSSO PUO TORNARE DOPO CHE SEMBRAVA QUASI ELIMINATO??? Aggiungo che: Lorenzo ha fatto tutte le vaccinazioni, di cui la antiparotite/morbillo/rosolia 13 giorni fa (può dipendere da questo il peggioramento?), prende ancora latte materno anche la notte (rifiuta quello vaccino, anche di giorno), dorme nel lettone inizialmente per poterlo meglio controllare, in seguito perché fisicamente impossibile alzarsi troppe volte di notte. E' rge che peggiora o può essere qualcosa altro? come comportarci? la ringrazio anticipatamente e la saluto.

Purtroppo sì, il rge può ritornare e continuare, con alti e bassi, anche fino all'età adulta. La cosa che può nel vostro caso peggiorare la situazione sono è la continuazione dell'allattamento materno, che, fornendo al bambino un liquido, proprio durante la notte, in posizione orizzontale, è uno dei fattori fondamentali di peggioramento dei sintomi Se volete cominciare a dormire e dare veramente sollievo al disturbo di vostro figlio, nella mia esperienza, solo seguendo alla lettera i miei consigli, quelli che trovate facilmente sul sito, potete farcela. Lo so, è molto difficile all'inizio, visto anche che il vostro piccolo è "viziatissimo" da tutte le cose che avete dovuto fare finora per sopravvivere. Tuttavia, se ci mettete tutta la determinazione di cui siete capaci, potete riuscire a raddrizzare le cose nel giro di qualche giorno. Altrimenti, vi prenderete soltanto in giro. A proposito, il Maalox non è un veleno, ma un farmaco senza alcun effetto collaterale, né immediato né a distanza.

La mia seconda figlia, Carolina, di 5 anni, bimba serena e curiosa, unica femmina tra tre fratelli, detesta ricevere bacini anche dai familiari stretti, come me e mio marito; non siamo particolarmente espansivi, anzi direi che siamo piuttosto riservati, però siamo affettuosi con i bambini e cerchiamo di insegnare loro ad esprimere le proprie emozioni e sentimenti. Perché allora quando cerchiamo di esprimerle con un bacio il nostro affetto lei fugge?

La sua storia mi ricorda molto da vicino quella della mia primogenita, oggi adulta e sposata. Anche lei era assolutamente determinata a non ricevere baci da nessuno. Quando io per scherzo, l'afferravo e le davo un bacio a tradimento, lei scappava irritata e si "scacciava" il bacio dal volto, dicendo "No bacio, no bacio!". Era allo stesso tempo divertente e frustrante per me, padre giovane e molto desideroso di coccole. Mia figlia è rimasta piuttosto selettiva nel concedere effusioni, sebbene si sia "addolcita" molto col crescere. Penso che tutto questo non dipenda da come un piccolo viene gestito o educato sentimentalmente. Sono convinto invece che sia una caratteristica genetica, di cui prendere atto e basta. I risultati di una buona educazione sentimentale si vedono alla lunga. Accetti la situazione così com'è oggi insomma e si armi di pazienza....

Sono una ragazza-madre (ho 35 anni), mia figlia, di 4 anni, non ha mai conosciuto suo padre. Da quando ha cominciato a "capire" gli ho sempre raccontato che suo padre non era presente perché lavorava. Ultimamente, la bambina, ha manifestato tristezza in occasione della preparazione dell'albero natalizio poiché una sua amichetta lo ha preparato insieme a suo papà e lei invece un papà non ce l'ha. Questa cosa mi rattrista e non so più come affrontarla. Non so se devo dirgli la verità sulle malefatte di un uomo che non ha mai conosciuto o se devo continuare a mentirgli sul fatto che suo padre è sempre al lavoro. Non so se ho fatto bene a raccontargli questa piccola bugia sino a questo momento. La prego di consigliarmi su come è meglio agire in questi casi. Grazie

Penso che ciò che è accaduto a lei è ciò che vedo accadere abbastanza spesso oggi. Molti uomini di oggi sono il prodotto di un'educazione eccessivamente permissiva. Sono dei "viziati" narcisisti, onnipotenti, incapaci di prendersi impegni e responsabilità. Tuttavia, per quanto molto dolorosa, la verità, alla fine, è sempre decisamente migliore di una bugia pietosa. Personalmente cercherei di correggere ciò che ha detto a sua figlia finora, dicendole che il suo papà non voleva più bene alla mamma e perciò se ne è andato, ma che lei crede che vuole comunque bene alla figlia. La domanda che la bimba potrebbe farle a questo punto è: "Per sempre? Non tornerà più?". Onestamente lei può dire che lei non sa, che potrebbe anche farsi vedere un giorno... Le può anche dire che finora non aveva avuto il coraggio di dirle questa cosa, perchè aveva paura di rattristarla. La piccola capirà e apprezzerà la sua sincerità. In questo modo lei apparirà anche più umana e credibile agli occhi di sua figlia e il vostro rapporto si approfondirà e si rinsalderà...

Mio figlio mi segue ovunque, anche in bagno. Mi sono quindi abituata (per evitare pianti e strilli) con naturalezza a lavarmi ecc. con lui davanti, che quindi, a volte, mi vede nuda. Mia madre quando lo ha scoperto mi ha detto che non devo più farlo, che mio figlio ne potrebbe avere un trauma ecc. ecc. Che ne pensa? Esiste il pudore per un bimbo di tre anni? grazie.

Io non sarei troppo preoccupato del fatto che suo figlio la veda nuda di tanto in tanto, ammesso che lei non stia forzando molto se stessa per apparire naturale quando invece è molto imbarazzata dalla cosa. Il fatto che mi preoccuperebbe di più è che lei non riesce a dire di no a suo figlio e che cede a causa delle sue strilla. Un bambino deve imparare ad accettare dei limiti e delle regole, non importa quanto sembra soffrire. Se gli si concede tutto per quieto vivere, si diventa schiavi dei suoi capricci e questo non è un bene né per i genitori, né per lui.

Ha iniziato a succhiarsi il pollice, alterna fasi aggressive a fasi depressive. Chiede in continuazione dove si trova quando viaggiamo. Non so come aiutarla a crescere. Se la sgrido diventa ipercapnica. Ha un fratello + piccolo. Chiede se le vogliamo bene ma sembra non crederci quando glielo diciamo. Cosa posso fare?

La sua Giada è una piccola manipolatrice, che sa di tenervi in pugno facendo le scene che lei descrive. Non si faccia infinocchiare, le dia comunque limiti e regole e non tenga troppo conto delle sue reazioni, altrimenti diventerà sempre più difficile gestirla. So bene che le sto dando dei consigli difficili da mettere in atto, ma, se non si ha il coraggio di imporre regole ai figli malgrado le loro proteste, non si può avere altro che delusioni.

Mia figlia dall'età di quattro mesi fino ai due anni e mezzo e' stata per mezza giornata con mia madre (mentre io lavoravo). A causa di uno screzio con mio marito (nonni un po' troppo invadenti) le frequentazioni con la nonna materna si sono diradate molto (con quella paterna non sono mai state frequenti). La scorsa settimana i miei genitori mi hanno detto che vogliono interrompere i rapporti con noi. Come raccontare tutto questo alla bambina? Finora le abbiamo dato spiegazioni "soft" dicendo che la nonna era impegnata. Sono preoccupata, caro professore. Non so cosa fare. Inoltre i miei genitori minacciano spesso di rivolgersi a un avvocato, non so per fare cosa. Sono figlia unica. Grazie per l'attenzione.

I suoi genitori sono troppo invadenti e si arrogano diritti che non competono loro. Usano anche metodi ricattatori, per cercare di indurre lei a cedere, anche sapendo bene che ciò danneggia il rapporto con suo marito. Credo insomma che i suoi siano piuttosto egocentrici e incapaci di svolgere il loro ruolo. Se fossi in lei non cederei alle loro minacce. A sua figlia direi la verità, cioè che il papà non va molto d'accordo con i nonni e che questi hanno deciso di escludervi perciò dalla loro vita. Se i suoi genitori amano davvero lei e la nipote, come forse affermano, dovranno decidersi a scendere a patti con voi...

Cosa e come dire a mia figlia che la nonna è morta.

I bambini tollerano molto meglio la verità, per quanto triste, che il mistero. La morte di un familiare va annunciata in maniera semplice, senza sottterfuggi particolari. Si può tranquillamente dire: "La nonna aveva una grave malattia e poi è morta. Adesso il suo corpo è al cimitero, nella sua tomba. Vuoi andarla a trovare?" Poi si deve rispondere a tutte le eventuali domande con il massimo della sincerità e semplicità, mostrando anche senza veli la propria tristezza o dolore per quanto è accaduto. I bambini cioè devono abituarsi a pensare che il dolore per la morte di una persona cara è naturale e che si può manifestarlo senza reticenza...

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