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Frequently Asked Questions - problemi comportamentali | roberto-albani-pediatra.it
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Frequently Asked Questions - problemi comportamentali

Gent.Dottore, mia figlia pur essendo snella,16 mesi kg.8, ha difficoltà nelle attività motorie, non ha mai gattonato, ha camminato da sola a 14 mesi, ora se cade non ha l'istinto di rialzarsi. Quando si sveglia nel lettino non si tira mai su' da sola, vuole anche solo un dito come aiuto, non l'ho mai trovata pronta ad arrampicarsi da qualche parte. Devo essere contenta di questa sua credo pigrizia, o no. GRAZIE ANCHE PER L'ALTRA RISPOSTA.

Non deve essere contenta, deve semplicemente accettare che sua figlia abbia il temperamento placido che ha...

Mio figlio ha sempre avuto le sue fissazioni sulle cose che gli altri possono o non possono fare, reagendo con strilli e pianti se non viene ascoltato. Ultimamente, purtroppo, la situazione sta peggiorando al punto che reagisce con violenza fisica verso sé e verso gli altri se non gli viene "obbedito", rischiando veramente di farsi e di fare del male. Non serve a niente brontolarlo, non si spaventa affatto per la voce grossa!Il punto è che noi ci sentiamo sempre più schiavi e la nostra rabbia aumenta a causa di ciò. Il suo "potere" viene espletato su cose talmente banali (tipo la mamma non deve aprire il cestino con il piede ma con la mano, se cade qualcosa solo la mamma lo può raccattare ecc) che siamo arrivati al punto di controllare se ci vede prima di farle! E' un bambino che sta con me mezza giornata e un'altra mezza con mia madre (anche con lei si comporta ugualmente), non ha purtroppo altri bambini intorno - speriamo infatti che venga accettato alla materna da settembre. E' molto intelligente, parla molto ma è un piccolo duce, temiamo per colpa nostra. Come dobbiamo comportarci per aiutarlo ad essere più flessibile? Grazie per un suo consiglio

Suo figlio usa tutto il suo potere senza scrupoli per ottenere ciò che vuole e imporre la sua volontà. Voi genitori esitate a usare il vostro potere perchè avete paura delle sue reazioni. Così avete dato a vostro figlio il primato in famiglia. A me non sembra giusto. Io credo che i genitori debbano adoperare tutto il potere che hanno per poter bilanciare quello di un bambino e creare una situazione di giustizia familiare. in altre parole, pur cercando di spiegare sempre (e brevemente) le vostre decisioni, dovete imporvi nei casi in cui è necessario, con tutta la determinazione e le capacità di resistenza che avete, non lasciando al bambino la vittoria tutte le volte. Anche se ciò talvolta vi mette in imbarazzo di fronte alla gente e vi fa sentire in colpa...

Mio figlio compie 2 anni a Dicembre 2002, caro dottore le volevo chiedere se determinati comportamenti, tipo il non volere mai andare a letto la sera, o il non accettare nessun tipo di divieto, si possa collegare anche al fatto che non va ancora all'asilo? Io sono dell'idea che più sta in mezzo agli altri e meglio è invece di essere protetto dai nonni ecc. Sbaglio ad avere questa percezione? Se si cosa è meglio fare? La ringrazio fin da ora.

Sì, la iperprotettività causa il comportamento che lei descrive. I bambini avrebbero bisogno di essere trattati con molta maggiore determinazione di quanto purtroppo oggi non si faccia nelle tipiche famiglie italiane. Forse l'asilo aiuterebbe, ma non è certamente sufficiente. Il mio consiglio è quello di non lasciare troppo potere a un bambino: gli fa male, a parte essere poi scomodo per i genitori.

LA BAMBINA SI RIFIUTA DI ANDARE DI CORPO (HA UN FRATELLINO DI 8 MESI)I MEDICI CONSULTATI DICONO CHE NON é UN PROBLEMA FISICO MA PROBABILMENTE PSICOLOGICO

I medici consultati hanno forse ragione. Inoltre bisogna tenere presente che la stitichezza, al contrario di ciò che si dice spesso, non può causare danni fisici (come un blocco intestinale) e perciò deve essere presa con molta calma. Tuttavia dei fastidi li dà e perciò sarebbe giusto fare qualcosa per alleviarla, senza perseguitare la bambina con mezzi come clisteri o supposte. Io prescrivo il Laevolac (tre-quattrto cucchiaini al giorno) per vari mesi in modo da rompere definitivamente il circolo vizioso feci dure - ritardo dell'evacuazione per paura di farsi male - feci ancora più dure. Il Laevolac non ha effetti collaterali e non dà assuefazione. Si può mettere nel succo di frutta o nel latte o nello yogurt ecc.

Gentile dottore, sono la Mamma di Carlotta (2anni appena compiuti). Ho da qualche settimana un grosso problema: la mia bimba rifiuta di evacuare. Pensavo inizialmente si trattasse di stitichezza, poi visto che le sue feci sono morbide,sono arrivata alla conclusione che si possa trattare di una stipsi psicologica, poiché Carlotta non da segni di problemi fisici:mangia,dorme, gioca insomma si comporta come una bimba di 2 anni SANA. Il momento dell'evacuazione si sta rivelando colmo di tensione, difficile, poiché allo stimolo Carlotta si oppone stringendo il sederino e i pugni, irrigidendosi fino a che non passa. In questi ultimi giorni sono costretta ad usare i clisterini (glicerolo,malva e camomilla 3Gr). Confido in Lei per un consiglio. Una mamma seriamente preoccupata.

Cara signora, dovrebbe affrontare la cosa basandosi sul fatto, molto rassicurante, che sua figlia, trattenendo le feci, non rischia alcuna complicazione seria (come blocchi intestinali), anche se riesce a resistere per 10 giorni di seguito. Deve anche considerare che, continuando a perseguitarla con clisterini o supposte, le può causare ancora più esitazione e ribellione. Così la costringe a trattenere ancora di più le feci. Visto che fortunatamente le feci non sono durissime, come talvolta accade, io le consiglierei di non fare proprio nulla. Dovrebbe, in particolare, non mostrarsi preoccupata da sua figlia, che potrebbe usare queste crisi di ritenzione per manipolare la mamma e ottenere più attenzione. Se lei è capace di tenere duro, di avere pazienza e di non intervenire affatto, le prometto che la cosa si risolve da sola...

Da quando Anna è nata (ora ha 22 mesi) l'addormentiamo in braccio. Le ragioni: coliche gassose dapprincipio, per comodità poi. Ho provato a lasciarla piangere quando aveva sei/sette mesi nel lettino, andando da lei regolarmente, ma un intervento chirurgico mi ha allontanata da casa per pochi giorni e al ritorno è stato peggio di prima. E' una bambina tenace, ed ogni mio sforzo successivo non mi ha portato più miglioramenti. Da 5 mesi è nata la sorellina, Sofia, e Anna da sette mesi dorme nel letto singolo con una sponda, ma devo stendermi accanto a lei finché non si è addormentata e quando si sveglia la notte, ristendermi vicino a lei finché non riprende sonno. Da quando è nata Sofia c'è in più il problema gelosia, se Anna si sveglia e va da lei il suo babbo, capisce che io sono con la piccola e si mette a urlare chiamandomi. Se prima accettava anche il papà, ora per la nanna vuole solo me. Come abituarla ora ad addormentarsi da sola? Come faccio a lasciarla piangere nel letto se scende da sola e ci raggiunge in soggiorno? Chiuderla dentro la cameretta mi sembra un castigo, una punizione.... mah, non so...mi dia un consiglio. Inoltre ho paura di ripetere lo stesso errore con Sofia, che ha già iniziato a volersi addormentare in braccio volendo il seno anche se non è proprio per fame. Grazie.

Vede, cara signora, lei è caduta vittima del problema che assilla moltissimi genitori oggi: non avere il coraggio e la fermezza di imporre con il potere regole e limiti ai figli. Si ha paura che soffrano troppo, che si sentano abbandonati, puniti, vinti. E allora facciamo in modo da perdere noi e da sentirci vinti noi: che poi non è tanto meglio, come lei ha realizzato sulla propria pelle. Sarebbe stato più semplice che, quando ha tentato di imporre ad Anna di dormire la notte la prima volta, non fosse andata lì di tanto in tanto per farsi vedere, ma che l'avesse fatta piangere e basta, fino alla realizzazione che "la notte si dorme e che mamma non viene più a prenderti, neanche se urli come una sirena dei pompieri". Se le sembra troppo crudele, come le sembra una "punizione" chiuderla nella sua stanza adesso, pensi invece a quanti pochi scrupoli ha Anna nell'imporre il suo volere (cioè il suo potere) a voi genitori. Lei è una despota e voi avete paura di usare legittimamente il vostro potere, perché pensate di ferirla e di farla diventare insicura. Questa è la situazione. Ci sarebbe da consolarsi pensando che la trappola nella quale siete voi è molto comune. Come se ne esce? Agendo con grande convinzione e determinazione, per imporre senza "scrupoli" regole ragionevoli, che sono a difesa del riposo e della pace familiare. Questo, ovviamente, causerà molta rabbia, strilla, "disperazione" in Anna. Ma, alla fine, se siete forti e coerenti, le darà il senso dei limiti e le farà sentire che il suo io è limitato e contenuto. Lungi dal farla sentire meno sicura, essere limitata e contenuta le darà invece maggiore calma e serenità.

Salve, ho una bambina di 20 mesi con un fratellino di 7 anni ultimamente la bambina appena inizia a piangere va in apnea e poi sviene . prima lo faceva raramente ora lo fa sempre più spesso per ogni banalità. Come bisogna comportarsi? E' il caso di preoccuparsi?

Non è il caso di preoccuparsi ed è importante non farsi costringere dalla bambina ad assecondarla in ogni richiesta o lamentela solo perché fa le scene che lei ha descritto. Ricordi che si tratta di uno dei modi più furbi e manipolativi per acquisire potere che un bambino possa usare.

Mia figlia è stata investita al parco da una bici. Nulla di grave se non per il fatto che ora urla da matti ad ogni rumore che non conosce e specialmente con i motorini. non capisco come mai visto che la bici non fa rumore; si sveglia di notte piangendo anche se ormai sono passati 20 giorni e le faccio vedere da vicino tutto ciò che le fa paura ma si stringe forte a me con i lacrimoni. Che fare?

Sua figlia è in un'età nella quale sono già presenti normalmente delle "fobie" e perciò la sua reazione all'incidente non è affatto strana. Non le conviene tentare di farle passare la paura in fretta esponendola proprio alle cose che la spaventano. Lasci invece che il tempo aiuti a risolvere il problema spontaneamente...

Buon Giorno, volevo esporre un problema mia figlia, 3 anni compiuti il mese di marzo, è una grande dormigliona e in genere ha anche un sonno tranquillo. Ma da un po’ di giorni si sveglia piangendo, come se avesse un incubo o stesse litigando con qualcuno nel sonno, e se vado a consolarla è ancora peggio. Non riesco a capire cosa potrà essere. Cercando di analizzare la giornata posso dire che, purtroppo, ci sono dei no che devo dire e che lei non accetta tranquillamente. In genere lei non vede cartoni o scene violente (eccetto Tommy e Gerry, neanche in famiglia. Lei va alla scuola materna e si lamenta molte volte che le maestre non le fanno fare molte cose perché è piccola. Come lo devo interpretare?

Sua figlia, come tanti bambini dopo i tre anni, ha degli episodi di sonnambulismo (o meglio, parasonnie) in cui fa degli incubi ad occhi aperti. Non si preoccupi, passeranno. Nel frattempo, se si verificano ancora, non cerchi di svegliarla e di consolarla, perché è controproducente. Le parli con calma senza starle addosso e aspetti che si tranquillizzi da sola...

Mia figlia di otto mesi a settembre dovrà andare al nido, fino a ora è vissuta solo con me ed il padre, i parenti sono in un'altra città. Ora è molto attaccata a me non posso lasciarla sola in una stanza a giocare non vuole perdermi d'occhio. Sono indecisa se metterla in un nido con orari rigidi di entrata e uscita, così però non mi vedrebbe per tutto il giorno;oppure un nido che mi dia la possibilità di portarla a qualsiasi ora della mattina o del pomeriggio così da staccarmi da lei solo quando necessario, io sono una insegnante elementare e spesso capita di dover andare a scuola solo il pomeriggio o solo la mattina. Insomma è meglio dare delle abitudini e orari ben precisi o separarla da me il meno possibile? Ho fretta di decidere perché le iscrizioni chiudono alla fine di aprile, la prego di rispondermi appena possibile. Grazie

Non faccia la mamma "chioccia", si fidi della sua piccola. Ce la farà anche senza di lei. Sono sicuro che è più difficile per lei (mamma) separarsi da sua figlia che viceversa. Almeno questa è la mia esperienza. Ma è necessario per ambedue che questa separazione avvenga. In sintesi, se fossi i lei opterei per "l'orario rigido".

Mio figlio ha compiuto da poco 2 anni ma ancora non parla, dice solo qualche "parola": mamma, tattà (papà), deddè (zia), per il resto parla con gesti e versi. Comunque capisce quello che noi gli diciamo e lui stesso si fa capire benissimo. Dobbiamo preoccuparci?

No, molti maschi fanno così. Se capisce ciò che gli dite vuol dire che ci sente bene e che ha normali capacità intellettive. Cioè ha gli strumenti per imparare a parlare, quando ne avrà voglia...

IL MIO BAMBINO HA SETTE MESI. NELLA SECONDA META' DI APRILE E'STATO COLPITO DALL'INFLUENZA(FEBBRE,CATARRO ETC.)DA ALLORA MANIFESTA DISTURBI DEL SONNO. SI SVEGLIA OGNI ORA E IMPIEGA OGNI VOLTA ALMENO 15-20 MINUTI AD RIADORMENTARSI. PREMETTO CHE E' UN BAMBINO CHE DORME POCO DURANTE IL GIORNO DA QUANDO E' NATO(UN'ORA E MEZZO CIRCA FRAZIONATA TRA MATTINO E POMERIGGIO).PRIMA DELL'INFLUENZA RIUSCIVA A DORMIRE UN PAIO DI ORE PRIMA DELL'ULTIMA POPPATA,RIPRENDEVA SUBITO SONNO E DORMIVA ABBASTANZA REGOLARMENTE FINO ALLE SEI-SETTE DEL MATTINO PER POI FARE COLAZIONE E RIDORMIRE FINO CIRCA LE NOVE ANCHE PIU'.NON RIESCO A CAPIRE COSA HA DETERMINATO QUESTO CAMBIAMENTO,INFLUENZA,PROCESSO DI DENTIZIONE O ALTRO? SIAMO DISPERATI!

Forse l'influenza non ha fatto altro che scatenare un fenomeno che sarebbe avvenuto comunque a sei-sette mesi e cioè la paura dell'abbandono. E' per questo che molti bambini cominciano a dormire poco e male e fanno "disperare" i genitori. Lei ha due alternative: 1. continuare a essere paziente e a confortare il piccolo fino a quando non si deciderà a tranquillizzarsi (che potrebbe essere a due anni e mezzo) 2. Fare la cura drastica del sonno, cioè lasciarlo piangere fino a quando non si addormenta da solo. In questo secondo caso il risultato si ottiene in due notti. La prima notte il bambino potrebbe piangere ininterrottamente anche per varie ore, mettendo a durissima prova la resistenza di voi genitori. Se decideste di mettere in atto questo metodo, non tornate indietro. Chi si ferma è perduto....

Egregio dottor Albani, Le scrivo perché non so che atteggiamento adottare nei confronti di mio figlio, un bambino che è sempre stato molto vivace, cocciuto e permaloso (anche molto dolce e affettuoso) ma da quando è nato il fratellino, che ora ha 9 mesi, la situazione è precipitata. Fa cose del tipo: Buttare una forchettata di pasta al sugo per terra, disegnare una bella riga nera su tutto il divano bianco, fare la pipì e la cacca addosso (pipì fatta anche sullo stesso divano bianco). Questi non sono episodi sporadici, ogni giorno ne combina almeno un paio del genere. Riesco a capire che probabilmente chiede attenzione, io e mio marito facciamo del nostro meglio (lavoriamo entrambi). Inizialmente abbiamo cercato di essere pazienti, poi abbiamo cominciato a punirlo, poi a sculacciarlo e adesso non so che fare. Inoltre accetta incredibilmente bene le punizioni, se gli dico di stare nella sua stanza per tutta la sera lui lo fa, se gli tolgo i giocattoli o le sue cassette si lamenta un po' al momento ma per i giorni a seguire non li cerca neanche più. Le chiedo consiglio per sapere come mi dovrei comportare nel momento in cui ne combina una delle sue? La ringrazio moltissimo fin d'ora.

1. Gli conceda di tanto in tanto una passeggiata da solo con lei o con ambedue voi genitori lasciando il piccolo con un'altra persona.

2. Non gli lasci passare i comportamenti che descrive. Continui a disapprovarlo e a punirlo con coerenza, ma senza insultarlo o chiamarlo "cattivo". Gli dica semplicemente che ciò che fa provoca danni e molto da fare e che ciò è inaccettabile per lei.

3. Aspetti con calma che le cose si aggiustino. Il tempo guarisce anche la gelosia.

4. Se crede, compri il mio libro "Come parlare ai nostri figli" dal mio sito. C'è un intero capitolo sulla gelosia che potrebbe aiutarla ulteriormente

Mio figlio non riconosce l'autorità dell'adulto a casa e a scuola. Non accetta regole. Risponde sempre no e sfida l'adulto, crede di sapere tutto lui. Disturba in classe e gioca sempre coi bambini più terribili. A volte è manesco coi compagni e con la sorella maggiore. Dice che il suo rendimento scolastico "fa schifo" (ha buono o distinto in tutte la materie). Ogni giorno per farlo studiare devo intraprendere una vera lotta. Impiega più tempo a brontolare che a studiare. Noi genitori e le insegnanti (coi le quali abbiamo un ottimo rapporto) abbiamo provato in tutti i modi:prima con le minacce e i castighi, poi, non avendo risolto nulla (anzi le cose peggioravano ed erano diminuiti anche i rendimenti scolastici), abbiamo tentato, dietro consiglio di una neuropsichiatra infantile, con le "buone" stabilendo poche regole indispensabili ed evitando i conflitti inutili (es. allacciati le scarpe). Il risultato è stato che in casa "regna l'anarchia". Per favore, ha qualche consiglio da darmi? Non riesco più a gestire mio figlio sono arrivata al punto di fargli " da balia" preparandogli io la cartella, vestendolo, mettendo a posto i suoi, giochi, interessandomi presso i compagni di scuola sui compiti che lui non scrive sul diario, del materiale che deve o non deve portare con sé. Eppure non è stupido, anzi, nel test di intelligenza ha ottenuto eccellenti risultati. Penso che da parte sua sia un continuo mettermi alla prova.

Suo figlio ha conquistato una fetta di potere eccessivo nella famiglia, cosa che non è un bene, nè per voi, né per lui. Mi domando se il suo non sia un problema legato a un deficit di attenzione. Guardi a questo proposito il sito www.aifa.it. Se non ritrova in suo figlio le caratteristiche di quella sindrome che viene definita con la sigla adhd, allora il piccolo è semplicemente un tiranno che va ridotto alla ragione. Come? Negoziando con lui degli accordi precisi (veda a questo proposito la sezione del mio libro su come negoziare in caso di conflitti con i figli) e poi pretendendo il rispetto delle regole e comminando sanzioni pesanti, che facciano veramente male, in caso di trasgressione. In caso di comportamenti veramente irrispettosi, come parolacce o insulti nei vostri confronti, a mio modesto avviso, non sarebbe condannabile un ceffone ben azzeccato. Ciò che dicono a questo proposito gli psicologi televisivi nostrani è un modo per disarmare completamente i genitori e metterli nelle mani dei figli che non hanno alcuno scrupolo a usare le loro armi di potere per soggiogare i genitori...

Buongiorno Dottore, ho un bambino di 2 anni e mezzo è un bimbo tranquillo poco vivace e di regola non ho mai avuto particolari problemi con lui. Va al nido da quando aveva 16 mesi ed è sempre andato volentieri. Ultimamente è molto aggressivo, nervoso e isterico. Piange per niente anche se solo gli dico no per cose banalissime in + non si lascia lavare, cambiare e vestire ogni mattina è un incubo mi da schiaffetti si mette a strillare e dimenare come un pazzo. Ha sempre fatto colazione con il latte (nel biberon) mentre adesso per farlo mangiare devo "tirare fuori un coniglio dal cappello" e la sera da qualche giorno non vuole mangiare nemmeno ciò che più gli piace (pasta al pesto, pastina in brodo, cotoletta o bastoncini di merluzzo) al nido comunque mi dicono che è tranquillo che mangia e che gioca (tranne quando lo devono rivestire che fa dannare) quando vado a riprenderlo è tranquillo. Ho pensato che forse lo sto viziando e che lui se ne sta approfittando e se invece ci fosse qualcosa che lo disturba? Lei che ne pensa? Grazie in anticipo

Difficile per me giudicare il perché del suo cambiamento improvviso. Tuttavia, qualunque ne sia la ragione, non gli permetterei di "dare schiaffetti", che sono un segno di mancanza di rispetto per la mamma, cosa molto deleteria per il rapporto. Lo blocchi sempre con grande energia quando lo fa e ignori le sue proteste veementi. Non si lasci dominare dal suo piccolo ossesso, insomma. Non so cosa lei voglia dire quando dubita di averlo viziato, ma se questo significa che gli ha lasciato fare ciò che voleva, anche in disprezzo dei suoi tentativi di dargli regole, allora ha ragione ad avere dubbi. I bambini devono seguire almeno alcune regole ragionevoli, anche quando non le amano. Se non si adattano e si ribellano violentemente, io credo che sia giusto sanzionarli con punizioni che siano veramente deterrenti....

Carissimo Dottore, il mio bambino di tre anni va da due mesi all'asilo. Le maestre dicono che sta sempre zitto e non gioca con gli altri bambini, però è tranquillo e a me dice che si diverte molto. A casa, invece, è diventato insopportabile: vuol stare sempre e solo con me. fa capricci per ogni cosa, anche la più sciocca, e picchia, tira calci e morde il padre, con cui prima stava volentieri e la nonna che vive con noi. Fino a poco tempo fa stava con tutti, zie, nonni, vicini di casa, ora non posso andare neppure più in bagno perché mi viene dietro. Dopo un raffreddore con febbre, non vuole neppure più mangiare. Io lo lascio perdere, ma è stato anche due giorni senza mettere in bocca nulla e capisco che, oltre all'appetito che sicuramente sarà diminuito, usa il cibo come ricatto e modo di attirare l'attenzione su di sé. Come mi devo comportare? Come rispondere praticamente ai continui pianti e capricci? Passerà? La ringrazio di cuore e la saluto con affetto.

Cerchi di essere molto serena quando non mangia per ricattarla. Gli dia l'impressione di non avere alcuna preoccupazione su questo punto. Suggerisca anche alla nonna di non intervenire e di non parlare apertamente davanti a lui di questo argomento (è importantissimo non parlare di un bambino di fronte a lui!!). I pianti e i capricci continuano sempre se.... procurano al bambino l'effetto desiderato. Se egli ottiene ciò che vuole (cioè un oggetto, che la mamma stia con lui malgrado abbia da fare altre cose, che la mamma gli dia attenzioni spropositate, ecc.), allora continuerà senz'altro a fare ciò che lei descrive. Sia pure affettuosa con lui, ma gli neghi con grande coerenza e determinazione le cose che non vuole dargli, anche se piange disperato per ore. Non ascolti coloro che dicono che così è troppo dura, "tedesca". Alla fine, se capisce che certe cose non le ottiene neanche se piange in ungherese, smetterà il suo comportamento capriccioso. Ci vogliono mesi, però...

Non riesco ad instaurare una collaborazione con lei. Ho ripreso a lavorare da Gennaio, non va più all'asilo è aggressiva, di notte sia lei che il fratello dormono male sembrano avere un orologio che scatta tra le 3 e le 5 del mattino. Dice sempre di no e da qualche settimana ha iniziato a succhiarsi il pollice. Non so come aiutarla.

Mi sembra che lei si faccia prendere un pò troppo la mano dalla sua piccola tiranna, forse perchè si sente in colpa per aver ricominciato a lavorare. A me non sembra giusto. Sua figlia dovrebe rispettare regole e limiti comunque e non le si dovrebbe lasciare la scelta di fare come le pare. Ascolti coloro che le dicono di essere più determinata e si faccia aiutare (magari da suo marito, se è più "duro" di lei) a gestire la cosa con più coerenza. Sua figlia non si convincerà a "collaborare" spontaneamente, su questo può contare...

Sono quattro giorni che la mia bambina quando mi vede piange a dirotto, non vuole staccarsi dalla nonna, la chiama in continuazione. Poi mi dice vai a lavorare, mi picchia e mi morsica. Quando si calma mi bacia, mi accarezza, dice a me e suo padre vengo anche io non andate via ecc. Sono in attesa dei suoi libri, quando arriveranno, non la disturberò più!!!! Grazie infinite

I due anni sono un'età molto turbolenta, in cui i bambini diventano molto capricciosi e ribelli. Vogliono tutto e il contrario di tutto ed è impossibile accontentarli, anche se si volesse. Non si faccia intimidire dalle manipolazioni di sua figlia e non si senta in colpa perché lavora. Non solo ciò non può far male a sua figlia, ma credo che sia un bene per lei, perché è almeno un buon esempio. Le permetta pure di esprimere la sua rabbia a parole, ma non lasci mai (dico mai) che le manchi di rispetto picchiandola mordendola o insultandola con parole offensive. Questo sarebbe un male per tutte e due e va impedito anche a costo di punirla severamente e talvolta, quando è incontenibile in altri modi, anche con uno sculaccione o con uno schiaffo. Molti psicologi si stanno ricredendo oggi su questo punto e io sono assolutamente d'accordo con quelli che pensano che, nell'ambito di un rapporto affettivo normale, una sculacciata di tanto in tanto non fa male. Anzi, permette di stabilire delle regole e dei limiti indispensabili e a far mantenere credibilità e autorevolezza ai genitori...

Mia figlia Carolina, 6 anni, secondogenita di 4 fratelli, tutti maschi, intelligente, autonoma ed un po' timida, detesta dare e ricevere baci, nonostante io e mio marito, seppur riservati di carattere, siamo molto affettuosi anche fisicamente coi figli. Perché si comporta così?

Forse sua figlia è semplicemente una persona riservata e non espansiva. Non va fatta sentire strana o in colpa. Bisognerebbe invece rispettare la sua natura e lasciarla "sbocciare" quando se la sente. I bambini così nascondono tesori insospettabili...

Francesca ha sette anni, è una bambina vivace ed allegra, ma di notte... si sveglia almeno una volta e si riaddormenta solo se le permetto di venire con me nel lettone o se mi corico accanto a lei. Preciso che ciò si verifica puntualmente tutte le notti, se non addirittura al momento di addormentarsi, quando il massimo è... entrare nel lettone. Mea culpa se, per la stanchezza (ho altri due bimbi di 6 e 2 anni e mezzo), cedo alle richieste della bimba.

Sua figlia ha imparato con l'esperienza a dominare la scena notturna della sua casa. Non c'è un modo semplice e indolore di rimediare al "misfatto". C'è invece un modo coraggioso e doloroso di agire: dire a Francesca che è venuto il momento di smettere di disturbare il sonno della famiglia, impedirle fisicamente (anche chiudendo la porta della camera da letto a chiave) di entrare nella sua camera, resistere a tutte le sue reazioni, anche le più disperate. In altre parole, cara signora, deve fidarsi della capacità di Francesca di essere "normale" e di sopravvivere a una privazione che oggi sembra così seria, ma che, a considerarla bene, non è che un normale limite della vita...

Il bambino (molto sveglio e vivace) da qualche settimana (ora ha 22 mesi), quasi tutte le notti e' capace di 'parlare' anche per più di un'ora. Sembra essere sveglio, però non apprezza le nostre domande, come se volesse essere lasciato in pace a parlare (non piange ne' si lamenta, e' come se facesse discorsi tra se ad alta voce. Grazie per l'attenzione

Uno stato fra la veglia e il sonno (chiamato parasonnia) è molto comune nei bambini nei primi dieci anni. Non mi preoccuperei per nulla del fenomeno e, anche se il piccolo dovesse avere degli incubi a occhi aperti, è meglio non cercare di svegliarlo del tutto, perché lo si spaventa anche di più. Stargli qualche minuto vicini parandogli dolcemente senza toccarlo può essere utile.

Lorenzo e' un bambino intelligentissimo a 3anni e mezzo leggeva e scriveva (tutto selfmade x' credo che l'infanzia sia sacra e non deve essere programmata e intruppata da velleità di genitori stupidi). Più o meno della stessa epoca sono i conteggi e le operazioni(la matematica, la geografia e le lingue sono decisamente la sua passione),tutti i pediatri ,maestre d'asilo mi hanno sempre fatto notare la decisa superiorità mentale che ha nei confronti degli altri, è un bimbo estremamente simpatico e socievole (e' dei gemelli...), non sta mai fermo ed ha un'inesauribile energia nonostante mangi pochissimo. Io e lui però abbiamo un rapporto molto conflittuale, lui e' semplicemente anarchico sia con le buone, con le cattive, con i castighi fa quasi sempre, o quasi, quello che vuole. Mi sono messa in discussione andando anche da una psicanalista terapeuta della famiglia a Milano e le cose sembrano migliorate un pochino. Vengo al punto, Lorenzo soffre, e in questo ultimo periodo più frequentemente, di quello che io reputo essere pavor nocturnus una specie di crisi di sonnambulismo dove e' agitatissimo corre per casa salta sul letto e farfuglia i suoi discorsi in apparente veglia. Capisco che il suo cervello è iperattivo anche di notte, ma oltre a far fare straordinari alla corteccia celebrale, questi 'attacchi' gli danno una tachicardia incredibile e non vorrei che avesse conseguenze oltre che neurologiche anche in qualche modo cardiache. Cosa consiglia di fare? E' il caso di farlo vedere da qualcuno specifico (magari conosce qualche nominativo lei), oppure devo dargli dei blandi sedativi per farlo riposare meglio (premetto che sono una fan storica dell'omeopatia che mi ha risolto da broncopolmoniti a dermatiti atopiche nella seconda figlia). Nel ringraziarla anticipatamente, confidando in un suo prezioso consiglio la saluto cordialmente.

La forma di "parasonnia" di cui soffre suo figlio è abbastanza comune. I suoi "incubi ad occhi aperti" sono forse causati anche da qualche disturbo fisico che gli rende difficile dormire. Per esempio, ha mai manifestato sintomi di reflusso gastro-esofageo? Cioè, nel primo anno ha mai avuto rigurgiti frequenti e abbondanti, episodi di vomito, ruttini frequenti, singhiozzo?

Mio figlio ha problemi da sempre in ambito scolastico. Ha iniziato ad andare al nido a 6 mesi e da allora ha sempre frequentato ambienti scolastici a tempo pieno. Adesso frequenta la seconda elementare il suo rendimento è ottimo, è bravissimo a disegnare, è pieno di fantasia, ma dobbiamo sempre punirlo perché a scuola parla non sa stare zitto e le maestre per questo si lamentano sempre. Non sappiamo più cosa fare. A casa e un bambino molto bravo anche se richiede sempre attenzione e non sta un attimo zitto.

E' probabile che il vostro atteggiamento di fronte a questa verbosità esplosiva del suo piccolo sia un po’ ambiguo. Forse da una parte vi dà molto fastidio, ma d'altra parte vi diverte e non sapete nasconderlo. Se così fosse, dovreste assumere invece un atteggiamento molto più deciso di disapprovazione ogni volta che succede dicendogli per esempio: "A me non piace sentirti parlare in continuazione. Abbiamo altre cose da fare che sentirti parlare. Ci stanca molto ascoltarti" Questi sono "messaggi io", migliori di "Parli troppo, sei un chiacchierone, ci hai stancato..." frasi che sono tutti messaggi "tu". Se non ascolta comunque, le punizioni da dargli dovrebbero essere efficaci (nel senso che dovrebbero provocargli molto disagio e quindi essere dei deterrenti veri) e poi coerenti, cioè applicate con regolarità, senza eccezioni. Altrimenti non funzionano e, al contrario, vi fanno perdere credibilità e autorevolezza...

Francesca, da quando ho cercato di eliminare il ciuccio (almeno durante il giorno), ha cominciato a mangiarsi le unghie.... e continua pur avendo deciso di lasciarla ciucciare quando lo chiede. Come comportarmi? Fino a 20 anni anch'io mi mangiavo le unghie! Grazie e cordiali saluti.

Generalmente mangiare le unghie è un comportamento imitativo e non è necessariamente il segno di un qualche problema emotivo. Comunque, non lascerei alla bambina il ciuccio affinché non mastichi le unghie. Le spiegherei di nuovo che il ciuccio può rovinarle i dentini e glielo negherei definitivamente. In cambio, se può servire, le dia un regalo che potrebbe farle piacere.

Edoardo ha frequentato normalmente la scuola materna (a tempo normale). Ora è in 1a elementare (tempo pieno) e piange tutte le mattine xché non vuole andarci (consideri che i compagni sono tutti nuovi ed inoltre c'é un bambino con un grave handicap). Anche se il carattere di Edoardo è molto vivace (si muove e parla molto) e "forte" (ma anche sensibile), a scuola si comporta molto bene, rispettoso delle regole. Il problema è che quando torna a casa si sfoga con estremo nervosismo o pianto. La mattina quando lo porto a scuola lui dice che non vorrebbe piangere ma non ci riesce, io cerco di essere comprensiva ma comunque decisa a portarlo. Però non è facile!!! Grazie

Capisco che non sia facile. Sembra quasi di essere troppo spartani, quasi crudeli. Tuttavia, il compito di un genitore comporta anche questo, purtroppo...

Mio figlio Federico che ha due anni e mezzo, da circa 20 giorni ha delle reazioni piuttosto aggressive con me, più raramente con il padre. Se qualche desiderio non gli viene soddisfatto o se lo si interrompe per qualcosa (per esempio devo cambiargli il pannolino per la cacca) reagisce piuttosto violentemente, mi dà uno schiaffo o mi tira quello che ha in mano addosso o mi da calci e mi urla cattiva. Io non gli lascio mai passare questo tipo di comportamenti, lo sgrido, lo punisco, gli do anche uno schiaffo. Lui capisce o comunque sa che è una cosa che non deve fare, mi chiede scusa, mi abbraccia, mi bacia, ma , anche dopo 10 minuti, se accade qualcosa che lo infastidisce, ripete. Sbaglio qualcosa o comunque cosa posso fare per fermare questo tipo di comportamenti?

Non sbaglia. Continui a disapprovarlo con determinazione tutte le volte che si comporta in maniera irrispettosa nei suoi confronti, punendolo e talvolta, quando fa qualcosa di veramente inaccettabile (come sputare o insultare o far male), anche dandogli un ceffone. Tuttavia, sappia che un bambino di quell'età è nella fase di massima tendenza alla sfida nei confronti dei genitori (se compra il mio libro "Come parlare ai nostri figli" troverà un capitolo sui "terribili due anni" che le spiegherà meglio questo punto). Eviti perciò, per quanto è possibile, le occasioni di conflitto con lui per i prossimi mesi, cerchi cioè di prevenire i contrasti con qualche trucco preventivo (vedi libro sopra). Dopo il compimento dei tre anni diventerà più ragionevole, forse....

Il mio bambino ha iniziato a succhiare il dito all'età di 3 mesi. Vorrei sapere come intervenire per togliergli il vizio senza creargli disagi o nervosismi. In generale e un bambino molto riflessivo e tranquillo ed anche molto sereno. Grazie per il suo consiglio se ce n'e' uno visto che il problema più grosso a lungo andare sarà il suo palato e lo sviluppo dei denti. Grazie

Se il bambino continua a succhiare il dito oltre i cinque anni, potrebbe effettivamente avere problemi ortodontici. Cominci fin da ora a spiegargli di tanto in tanto che un giorno dovrà smettere questa sua abitudine e per quale ragione, senza assillarlo però. Quando arriverà vicino ai cinque anni, se non ha ancora abbandonato il suo vizietto spontaneamente, gli proponga di aiutarlo a liberarsene applicandogli sul dito qualcosa di molto sgradevole, che gli ricordi che deve smettere....

Illustrissimo dr. Albani, da due giorni è morta mia suocera che abitava nell'appartamento sotto al mio. Come dirlo a mio figlio? Grazie infinite per la suo preziosissima collaborazione. Lei è unico.

A un bambino bisogna sempre dire la verità, per quanto dolorosa. Bisogna soltanto trovare le parole più semplici per farlo. Questo dipende anche dal fatto se voi genitori siete credenti in una religione e in una vita oltre la morte e se quindi volete dare a Christian l'immagine della nonna volata in paradiso o meno. La cosa peggiore da fare è dire bugie, di cui il bambino, alla lunga, si accorge e che lo feriscono molto di più della verità. Ricordi che una volta le cerimonie funebri, con il morto esposto nella bara aperta, avvenivano di fronte ai bambini, che non soccombevano per questo.

Egr. Dott. Albani, il mio bambino di quasi 5 anni usa ancora il ciuccio. In verità io non ho mai fatto niente per togliergli questo vizio. Vuole soprattutto il ciuccio quando sta con me Mi può dare un consiglio sul da farsi per favore? Grazie Mille

Sarebbe giusto che lei gli facesse smettere di usarlo, convincendolo con molta determinazione che il suo "vizietto" gli (e vi) può costare caro. Se vuole rendergli la rinuncia un po’ meno bruciante, gli faccia una festicciola nella quale, per compensarlo, gli dà un bel regalo...

Volevo sapere da che età lei consiglia di far dormire il bambino nella sua cameretta da solo? Vede il nostro bimbo nascerà ad ottobre e secondo mio marito e altri dovrebbe da solo dormire solo ma io sono un po’ titubante cosa mi consiglia di fare?La ringrazio tanto!!! A presto!!

A me sembra giusto mettere nella sua cameretta un piccolo dai cinque mesi circa. A questa età infatti non ha sicuramente più bisogno di poppate notturne, anche se potrebbe protestare fortemente alle prime due notti. Poi, se si tiene duro, si addormenta da solo e... tutto è fatto.

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